da adminsito | 27 Lug, 2017 | comunicAzione
Da molti anni sono sempre più attento alle scelte che facciamo sulla nostra salute e alle loro conseguenze. Ho capito quanto questa sia importante per me e per chi mi sta vicino e, per questo, voglio dire grazie al mio amico Massimiliano, la persona che mi ha illuminato. Con lui ho scoperto il valore e le qualità dell’acqua alcalina ionizzata e i benefici che questa porta, specialmente quando la filtriamo alla fonte e togliamo tutti i metalli pesanti. Questo è il caso del grano al cadmio (un metallo pesante).
Qualche tempo fa ho parlato con un medico, che si occupa di malattie neurodegenerative: mi ha confermato che ormai è scientificamente provato che i metalli pesanti sono la principale causa di questo tipo di malattie. Brutta roba.
Quando faccio formazione il primo messaggio che lascio è quello di valutare bene che cosa siamo e perché lo siamo. Infine, dove stiamo andando?
Il nostro corpo si adatta a tutti gli alimenti; chi più chi meno, ma per quindici anni, di solito, i problemi non si manifestano. Il conto ci viene presentato alla fine.
In una vita media, di 70 anni, noi mangiamo circa 70 tonnellate pari a 7.000 kg e beviamo tanta acqua quanta ne è contenuta in una piscina.
NOI SIAMO QUELLO CHE BEVIAMO E QUELLO CHE MANGIAMO. SICURO!
Mi permetto di linkarvi questo articolo, in riferimento a ciò che sta accadendo, ma inosservato ai più.
Se vi piace la pasta e avete figli o semplicemente tenete alla vostra salute, è necessario che leggiate questo articolo.
http://www.granosalus.com/2017/02/26/lo-dicono-le-analisi-don-glifosate-e-cadmio-presenti-negli-spaghetti/
da adminsito | 11 Lug, 2017 | comunicAzione, formAzione, ipnotizzAzione, progettAzione
Articolo da l’Eco di Bergamo del 2017 07 11 pag. 16
Quando l’ipnosi può aiutare a migliorare la comunicazione
IL PERSONAGGIO GIANBATTISTA GUALDI
Quali sono le potenzialità della nostra voce per arrivare al cuore delle persone? Come lasciare un segno indelebile di qualcosa di meraviglioso in qualunque relazione si intreccino i diversi aspetti della nostra vita? E ancora, quali sono le potenzialità della nostra mente per creare fiducia in noi stessi? Di tutto questo, ma di molto altro ancora, si occupa la Comunicazione emozionale un progetto nato “dall’idea di donare degli strumenti innovativi” per creare relazioni di fiducia attraverso una comunicazione efficiente, ed efficace, da spendere nei più diversi contesti, da quello lavorativo a quello familiare.
Il progetto è stato illustrato nei giorni scorsi al Centro congressi Giovanni XXIII da Gian Battista Gualdi, anima e corpo del progetto stesso. Diverse sono le categorie di persone che, grazie a una comunicazione più efficace, possono ottenere risultati significativi, da chi deve parlare in pubblico a chi deve gestire un gruppo classe con particolare riguardo alla capacità di ascolto e di abilità di ogni studente, a chi, nell’ambito famigliare, vuole creare una relazione di fiducia. Un po’ Pnl (la programmazione-neuro -linguistica un sistema di terapia alternativa che cerca di istruire le persone all’auto consapevolezza e alla comunicazione efficace e a cambiare i propri schemi di comportamento mentale ed emozionale) un po’ tecnica che fa ricorso a quello che uno stato mentale nel quale ciascuno di noi si ritrova senza esserne consapevole, il progetto di Comunicazione emozionale fa ricorso anche ipnosi: “Quando ci si sveglia alla mattina con in testa la soluzione a un problema al quale avevamo pensato tutto ii giorno – spiega Gian Battista Gualdi – non è perché ci abbiamo “dormito sopra”, ma perché il cervello ha elaborato per noi la risposta in uno stato ipnotico, in uno stato inconscio.
Prima di tutto bisogna precisare che non esiste l’ipnosi, ma solo l’autoipnosi.
Lavorare con la mente significa proprio questo, vale a dire fornire alle persone quegli strumenti che consentono loro di ampliare la capacità di trasformare i sogni in obiettivi. Obiettivi che producono risultati. Se traduciamo tutto ciò in un contesto lavorativo vuol dire sviluppare la capacità di mettere in atto una Comunicazione che sia conveniente. Capisco le esigenze non espresse della persona che ho davanti, accolgo cioè un suo bisogno e trovo il modo di soddisfarlo, il tutto, si diceva, in un contesto lavorativo produce risultati, cioè business”.
Tiziana Sallese

Eco di Bergamo 2017 07 11 pag. 16
da adminsito | 6 Lug, 2017 | comunicAzione
sicuro di essere capito!
Un Comandante diede queste direttive al suo Comandante in 2°:
“Domani sera verso le 20.00 la Cometa di Halley sarà visibile in questa zona: questo evento avviene ogni 75 anni. Faccia in modo che gli uomini si riuniscano, in tenuta da lavoro, nel piazzale ed io commenterò questo raro fenomeno. In caso di pioggia, non potendo vedere niente, faremo l’assemblea nella sala cinema dove sarà proiettato un documentario sull’argomento”.
Il comandante in 2° riunì i Capi Reparto:
“Per ordine del Comandante, domani alle 20,00 la Cometa di Halley apparirà sopra il piazzale. Se piove, fate uscire gli uomini in tenuta da lavoro e conduceteli alla sala cinema dove si verificherà il raro fenomeno, questo accade una volta ogni 75 anni”.
Gli Ufficiali riunirono i Sottoufficiali:
“Domani alle 20,00 il Comandante apparirà in tenuta da lavoro nella sala cinema con la fenomenale Cometa di Halley, cosa che avviene ogni 75 anni. Se piove il Comandante ordinerà alla Cometa di andare in piazzale”.
I sottoufficiali impartirono le istruzioni finali ai loro uomini:
“Quando domani alle 20,00 pioverà, il fenomenale Ammiraglio Halley dell’età di 75 anni, accompagnato dal Comandante, condurrà la sua Cometa attraverso il piazzale”.
Lascio a voi il finale
Finale A
Con una semplice comunicazione scritta, questa catena di messaggi distorti sarebbe stata evitata!
Finale B
Con una semplice comunicazione scritta, questa catena di messaggi distorti sarebbe stata evitata?
da adminsito | 29 Giu, 2017 | comunicAzione, formAzione, progettAzione
Oggi ho deciso: utilizzo questo metodo. Voglio vivere nella semplicità. Le azioni importanti in questa vita sono veramente poche: la gestione o progettazione del tempo, la scelta delle persone con cui stare, il potere del dono e del xdono. Il metodo Konmari mi aiuterà.
Di seguito, le 10 regole irrinunciabili del Metodo Konmari:
- Riordinare la casa è un evento speciale. Abituati a riorganizzare tutto in una volta sola, senza suddivisioni per ambiente. Senza temere il famoso “effetto boomerang”.
- Riorganizzare per categoria? Certo! Riordinare con questa modalità è un ottimo modo per mettere a fuoco le categorie di oggetti in nostro possesso, in qualsiasi ambiente della casa si trovino.
- Non avere paura di buttare via. L’effetto catartico del sapersi liberare dell’eccesso ti sorprenderà, e darà nuovo valore a tutto ciò che rimarrà con te. Le carte in casa sono sempre moltissime: metti i documenti in salvo, tutto il resto nel cestino. Conserva solo ciò che ti è strettamente utile.
- Seleziona gli oggetti che ti regalano un’emozione positiva. Impara a volerti bene, selezionando solo gli oggetti che racchiudono ricordi “sani”, che ti rispecchiano ancora e ti danno forza e ottimismo. Elimina le zavorre emotive.
- Fotografie: cerca di non essere troppo sentimentale, mantieni solo quelle più significative, e concentrati sul futuro.
- Impara a volerti bene anche tra le mura domestiche, quando rimani sola con te stessa.
- Regala quei libri che stazionano sui tuoi scaffali da tempo, aspettando di essere letti. Se non li hai ancora letti, probabilmente non lo farai mai. Regalali! (E abbandona i sensi di colpa)
- Diffida di divisori e contenitori, diventeranno presto ricettacolo di oggetti inutili.
- Una volta ottenuto l’ordine desiderato in casa, impara a mantenerlo giorno dopo giorno.
- Svuota la tua borsa a fine giornata. Scontrini, flyer, biglietti: la borsa è il luogo del disordine per eccellenza.
da adminsito | 17 Giu, 2017 | comunicAzione, formAzione
A tutti capita, prima o poi, di vivere esperienze che possiamo definire solo magiche e capire cosa significa lavorare con la parte destra del cervello.
da adminsito | 15 Giu, 2017 | comunicAzione, progettAzione
Quando abbiamo un’intuizione ci sembra di essere unici e illuminati, tanto da pensare addirittura di voler brevettare quell’idea o quel prodotto.
Vorrei raccontarvi la storia delle 100 scimmie. È chiamato anche il fenomeno della centesima scimmia è un evento paranormale.
Lo scrittore inglese Lyall Watson dichiarò di avere osservato questo fenomeno, per la prima volta, nel 1979 nell’isola giapponese di Koshima. In realtà, si tratta di un mito.
Un carissimo amico mi diceva sempre che quando una persona qualunque ha un’idea anche altre 200 persone nel mondo hanno avuto la stessa idea. Personalmente ritengo che il primo che riesce a realizzarla e a metterla in pratica può “coprire” le quote di mercato per un buon ottanta per cento.
La storia è questa: Si racconta di una tribù di macachi che viveva sull’isola di Koshima. Mangiavano patate dolci intrise di sabbia. Ad un centro momento della loro evoluzione alcune di loro cominciarono a lavarle e a pulirle dalla sabbia per gustarle meglio.
Quando la centesima scimmia imparò a pulirle anche tutte le altre scimmie dell’isola assunsero lo stesso comportamento. Quello che ha dell’incredibile è che anche tutte le altre tribù di macachi di altre isole che non erano mai state in contatto per alcun motivo si comportarono nello stesso modo.
Questo aneddoto e questa scoperta potrebbero farci comprendere che esiste una connessione tra i macachi e che potrebbe esserci anche nell’essere umano.
Di seguito troverete un video che vi racconta la storia.
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