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E e SI – Empatia e Simpatia – differenze sostanziali

Ecco la trascrizione di cosa dice Brené nel video qui sopra: Che cos’è l’empatia e perché è così differente dalla simpatia (nel sottotitoli “simpatia“, è tradotto con “compassione“)? L’empatia fa percepire i legami, la simpatia guida le disconnessioni. L’empatia è molto interessante: Teresa Wiseman è una ricercatrice infermeristica, che ha studiato professioni molto diverse, per le quali l’empatia era rilevante. E ha individuato quattro qualità essenziali dell’empatia: Prospettiva: l’abilità di mettersi nei panni dell’altra persona o riconoscere che quel punto di vista rappresenta la loro verità Astenersi dal giudicare: non facile, dal momento che piace alla maggior parte di noi Riconoscere le emozioni nelle altre persone e Comunicarglielo Empatia è essere in contatto con le altre persone. E per me… io penso all’empatia come a una specie di spazio sacro, che si crea quando qualcuno è sul fondo di un buco profondo, grida e dice: <<sono bloccato, è buio, sono sopraffatto>>. E noi li guardiamo e diciamo (scendiamo): <<Hey. So cosa succede quaggiù… e non sei solo…>>. La simpatia invece è: <<Uuuhhhh! Va male eh? Ehm… No… Vuoi un panino?>>. L’empatia è una scelta ed è una scelta vulnerabile, perché… per entrare in contatto con te devo entrare in contatto con qualcosa dentro di me che conosce questi sentimenti. Raramente, o mai, una risposta empatica comincia con “almeno…”. Sì, e lo facciamo sempre, sapete perché? Qualcuno condivide con noi qualcosa di estremamente doloroso e noi proviamo ad “imbellirla”. Non sono nemmeno sicura che sia un verbo, ma lo uso come se lo fosse. Cerchiamo di farlo vedere sotto una buona luce, quindi… <<Ho avuto un aborto spontaneo>>. <<Almeno sai che puoi rimanere incinta>>. <<Penso che il mio matrimonio stia andando in frantumi>>. <<Almeno sei sposata>>. <<John verrà espulso dalla scuola>>. <<Almeno Sara è una studentessa modello>>. Una cosa che facciamo a volte, difronte a conversazioni molto difficili, è cercare di migliorare le cose. Se condivido con te qualcosa di molto duro, preferirei tu dicessi: <<Non so nemmeno cosa dire in questo momento, ma sono felice che tu me ne abbia parlato>>. Perché la verità è che raramente una risposta può migliorare le cose. Quello che migliora le cose è il legame.

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